Ictiofiriasi... I maledetti puntini bianchi.

28 ottobre 2013, 12:42

Spesso, nelle varie chiaccherate tra acquariofili si parla comunemente di "Malattia dei Puntini Bianchi". Si tratta infatti della malattia più frequente tra i pesci d'acquario ed è causata da un animaletto, il cui nome è Ichtyophthirius multifiliis.

Ictiofiriasi... I maledetti puntini bianchi. - Icthyo


Il sintomo principale a noi noto è il seguente: Appaiono dei puntini bianchi sul corpo del pesce, spesso sulla parte posteriore. Solitamente, poi, dopo due giorni i puntini spariscono.
Inizialmente pensiamo che tutto sia andato a buon fine da sè, ma purtroppo non è così. Due o tre giorni dopo i puntini compaiono nuovamente, sopratutto li incominceremo a vedere su altri pesci.

Vedremo anche delle variazioni nel comportamento del pesce, cioè la chiusura delle pinne, scatti improvvisi, sfregamento contro gli arredi ed anche dei periodi di immobilità sul fondo. Anche questi puntini spariranno da soli, sempre se il pesce riuscirà a sopravvivere.

Ictiofiriasi... I maledetti puntini bianchi. - Ichthyophthirius


Dopo un altro paio di giorni, arriverà il terzo attacco del protozoo. Spesso letale.
Il corpo sarà ricoperto oltre metà da questi puntini bianchi, le pinne saranno retratte. L'animale non mangierà e non si muoverà.

Ictiofiriasi... I maledetti puntini bianchi. - Ichthyophthirius Multifiliis


Il Ciclo dell'Ictiofiriasi


Spesso è più utile capire prima di agire, così da cercare in qualche modo di evitarla.

Ictiofiriasi... I maledetti puntini bianchi. - Ciclo Ictiofiriasi


La malattia parte da un microscopico animaletto ciliato, capace di nuotare, che in questa fase si chiama Teronte.

Ha un ciclo vitale di 4-5 ore al massimo e durante questo periodo deve trovare un ospite da parassitare, altrimenti muore.
Quando trova l'ospite, si insedia sotto le squame e si trasforma in Trofonte.
Le difese immunitarie del pesce cercano di combattere il parassita, ma quando la trasformazione in Trofonte è completata, egli diventa invulnerabile.

Durante questa fase, il protozoo si nutre del sangue dell'ospite e si sviluppa ancora, entrando nella terza fase.
Le cisti si staccano dal pesce e finiscono sul fondo sottoforma di Tomonti, i quali si riproducono. Da qui poi, comprendiamo il nome del parassita (Multifillis=molti figli).

Quando le cisti si schiudono, centinaia di Tomiti si liberano nell'acqua, trasformandosi in Teronti ciliati. Ed il ciclo ricomincia, purtroppo.

Come difendersi



Come prima cosa, sappiamo delle difese immunitarie del pesce, le quali sono la prima difesa per loro. Un animale in piena salute, non verrà mai debilitato dall'Ictio. Verrà attaccato, ma i Teronti non avranno tempo di trasformarsi.

Facciamo però attenzione alle specie amazzoniche, in quanto sono pesci particolarmente esposti all'Ictiofiriasi, poichè adattati a vivere in acque acide, dove il protozoo non potrebbe sopravvivere.
Non hanno mai avuto la possibilità di sviluppare una difesa e l'unico modo di proteggerli è proprio il pH acido.

Possibili Rimedi


Innanzitutto, appena ci si accorge di qualcosa, bisogna intervenire immediatamente.
Alla prima comparsa di puntini bianchi, bisogna procurarsi un Aeratore e disperderne il flusso con dei giunti a "T". L'acqua deve muoversi dappertutto, la portata dell'aeratore dev'essere al massimo ed il termostato portato a 30°C. Bisogna mantenere questa situazione per circa una settimana. Se l'avete presa in tempo, probabilmente ce la farete.

Il parassita è vulnerabile nello stadio chiamato Teronte, che purtroppo dura solamente poche ore. Il calore gli accelera il metabolismo, riducendo la durata del ciclo e diminuisce il tempo di ricerca di un ospite. Il tutto viene vanificato dall'aeratore, il quale tiene l'acqua in costante movimento.

Anche lo spegnimento delle lampade è un aiuto. Il Teronte non riesce a distinguere gli oggetti in movimento durante il periodo di buio.

Purtroppo però, nei casi più gravi, quando cioè la malattia è allo stadio avanzato, si deve ricorrere ai farmaci.
Il più indicato sarebbe il Verde Malachite, però fuorilegge.
Esiste un prodotto chiamato Blu di Metilene diluendo 3ml di soluzione 1:100 ogni 10 litri d'acqua, che però non ha la stessa efficacia.
Il trattamento va effettuato per almeno 3 giorni ed è consigliabile sempre l'utilizzo di un aeratore durante la terapia, così da cercare di distruggere il Teronte.

Se non riuscite a trovare questo prodotto, esistono in commercio curativi disponibili in tutti i negozi di acquari.